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DAMIANO DELL'ALI 

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02/02/2018, 14:59

licenziamento illegittimo, mansioni gravose, sport



Il-dipendente-dispensato-dall’eseguire-mansioni-gravose-può-praticare-sport.


 Illegittimo il licenziamento del dipendente che pratica sport a condizione che lo stesso non aggravi le sue condizioni fisiche



Non può essere legittimamente licenziato il dipendenteche fa sport senza aggravare le sue condizioni. 

Vediamo cosa dice nel dettaglio una recente sentenzadella Corte di Cassazione. 

Con la sentenza n.1374/18 la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che è da intendersi qualeillegittimo il licenziamento del dipendente chefa sport, seppur lo stesso abbia conseguito la dispensa daldover effettuare mansioni particolarmente gravose, ad eccezione dell’ipotesi incui l’attività sportiva condotta non sia in grado di aggravare la malattia dello stesso dipendente. 

La recente pronuncia dellaSuprema Corte chiarisce che nel caso in cui un dipendente, in seguito a un pregiudizioattinente la propria salute e il proprio benessere riesca a ottenere una dispensa dalla conduzione di mansionigravose in ambito lavorativo, non può comunque esseredestinatario di un provvedimento di licenziamento per il solo fatto che,in orario esterno a quello in cui è impegnato in sede lavorativa, si dedichi aun’attività sportiva.In questo caso, il licenziamentocomminato al lavoratore deve essere ritenuto illegittimo, poichésproporzionato. 

Nelle sue motivazioni gli Ermellini, hannospecificato che, diversamente, il provvedimendo sarà considerato legittimo se l’attività sportiva aggravi le condizioni di salute dellavoratore che abbia ottenuto una dispensa da lavori gravosi acausa delle sue specifiche condizioni di saluteNel caso sottoposto alla Corte era emerso come,in seguito ad alcuni accertamenti di merito effettuati, non potessero esseresostenuti dei dati e delle informazioni cliniche che consentissero diindividuare e di quantificare un pregiudizio effettivo o potenziale allecondizioni di salute del lavoratore, connesso alla pratica sportiva scelta (iltennis nel caso specifico). 

I giudici hanno infattiprecisato come potesse essere "esclusa la natura professionale dellamalattia, e che la Corte di merito non ha affermato che unapotenziale riassegnazione del lavoratore alle sue originarie mansioni(bilanciatore) potesse determinare un pregiudizio sulle sue condizioni disalute, essendosi invece limitata a segnalare come la società - nel caso in cuiavesse dubitato della effettiva incompatibilità tra la patologia e le mansionidel dipendente - avrebbe potuto scegliere di riassegnare le stesse qualora illavoratore fosse risultato idoneo all’esito di una visita medica".

In ogni caso,precisano ancora i giudici, "ad essere oggetto di lite non è l’accertamento deldiritto della società ricorrente di riassegnare al proprio lavoratore lemansioni originarie, bensì la verifica della sussistenza della giusta causa dellicenziamento" 


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