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27/04/2018, 19:36

pubblico impiego, doppio lavoro, incompatibilit



Dipendenti-pubblici:-il-doppio-lavoro


 Quando e come per un dipendente pubblico è possibile svolgere un secondo lavoro



Il lavoratore chepresti il proprio servizio alle dipendenze della Pubblica Amministrazione, èsoggetto al c.d. dovere di esclusività,vale a dire un generale divietodi svolgere il doppio lavoro, ad eccezione, come vedremo in seguito, di alcuni casi. 

A norma dell’artt. 60del DPR 03/1957 e dell’art. 53 del Testo unico del pubblicoimpiego i dipendenti pubblici nonpossono
- assumere impieghi presso datori di lavoro privati; 
- assumere cariche in società aventi scopo di lucro; 
- esercitare attività di carattere commerciale o industriale; 
- svolgere incarichi retribuiti non attribuiti dall’amministrazione di appartenenza.

Tale divieto è inderogabile nel caso di incompatibilità assoluta e, cioè,quando il dipendente pubblico abbia sottoscritto un contratto a tempo pieno o part-timesuperiore al 50%, poiché, di fatto, il lavoratore non avrebbe il temponecessario per svolgere il doppio lavoro senza compromettere l’efficienzadell’impiego pubblico.

Qualora, invece, si verta in una situazione di incompatibilità relativa, il dipendentepubblico che desideri svolgere un secondo lavoro, può farlo richiedendopreventivamente l’autorizzazione all’amministrazionedi appartenenza.Un esempio: gli insegnanti che negli orari extra dilavoro vorrebbero occuparsi delle ripetizioni private devono richiedere un’apposita autorizzazioneal proprio Dirigente Scolastico.

Il fine dell’autorizzazioneè quello di consentire all’amministrazionedi valutare se il secondo impiego è compatibile con l’incarico svolto. 
I criteri oggettivi, che l’amministrazione deve tenerein considerazione per la concessione dell’autorizzazione richiesta sono iseguenti: che il secondo impiego non sia vietato dalla legge; che lo stesso non comprometta l’impegno e l’efficienza nel lavoro per la Pubblica Amministrazione; che l’attività che l’interessato vorrebbe svolgere non configuri un conflitto d’interesse. 

Diversamente, ci sono degliimpieghi per i quali non è necessaria l’autorizzazione.È il caso del dipendente pubblico che voglia sfruttareeconomicamente un’opera dell’ingegno o di un’invenzione industriale - ma soloegli stesso ne è l’autore - così come di collaborare con giornali, riviste oenciclopedie, o nel caso in cui svolga un incarico retribuito con unsemplice rimborso spese documentate. 
Niente autorizzazione anche per gli incarichi per i quali il dipendentepubblico si è posto in aspettativa.Al dipendente è consentita la partecipazione acongressi, così come l’assunzione di un incarico assegnato da organizzazionisindacali (se non retribuiti). 

Nel caso in cui il lavoratore svolga un secondolavoro, senza ottenere un’espressa autorizzazione potrà essere licenziatoper giusta causa. Sanzioni differenti per il dipendente pubblico che svolgeil secondo lavoro senza chiedere l’autorizzazione: in questo caso laretribuzione riconosciuta per il secondo impiego andrà versata nel bilanciodell’amministrazione di appartenenza. 



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